Pagine    Articoli    Prodotti    Forum    Cerca  
Nickname

Password


Non sei registrato?
Registrati a GPI qui!

Puoi anche attivare un vecchio utente GPI e chiedere una nuova password.
I Team

Mappa Team
I nostri utenti

Mappa Utenti
  A Developer Abroad - Manuele Bonanno
Pubblicato da Pasquale Sada il 2012-12-15 14:11:45

 Developer #3
 

Nome: Manuele Bonanno

 

Città di residenza: Horsham, UK

 

Compagnia:Creative Assembly

 

 
 
 
 
 
 

Oggi è il turno di Manuele Bonanno e di The Creative Assembly!

 

Presentati a GPI, Manuele era un ragazzino col sogno di...?

troppi sogni. Ma essendo cresciuto a contatto con computers e videogiochi, sicuramente creare i miei giochi era uno di quelli. Ho iniziato a smanettare con linguaggi di programmazione alle scuole medie, studiando roba extra per interesse personale e non perche' mi fosse imposta come compiti per casa. Di lavorare nei videogiochi non ci avrei mai sperato comunque, dato che quel mondo sembrava troppo distante. Tutto accadde per caso dato che mi sono trovato nel posto giusto al momento giusto: il primo studio per cui lavoravo (come programmatore web/database) decise di intraprendere la strada dei videogiochi fondando AIV ed unendo le proprie forze con Black Sheep Studios. Da li', dato che nel tempo libero mi interessavo diprogrammazione 3D e piccoli videogiochi, sono stato trascinato nel nuovo business, e tutto e' inizato...

 

Qual è stata la tua prima esperienza fuori dal paese?

Nel 2007, dopo avere lavorato per circa quattro anni in piccole aziende di videogiochi in Italia, ho deciso di prendermi un anno di pausa per conseguire un MSc all'University of Hull in UK. Grazie a questa scelta ho iniziato ad "adattarmi" al vivere in Inghilterra, ed ho iniziato a fare networking conoscendo varia gente nell'industry locale. Una volta li' ho scritto un paio di demo ed aggiornato il mio portfolio ed in pochi mesi, anche grazie ai vari contatti che avevo conosciuto, ho avuto un offerta di lavoro da Black Rock Studio dove ho poi lavorato per quasi 3 anni, prima che lo studio fosse chiuso da Disney Interactive. Abituato a lavorare su 1 o 2 men projects, lavorare a Black Rock nel core technology group (engine, tools e pipeline) mi ha aperto gli occhi introducendomi al mondo del project management, pipelines di produzione complesse e tante altre cose che prima non immaginavo neanche.

 

Come descriveresti la tua esperienza di lavoro alla The Creative Assembly?

Sto a CA da circa un anno e mezzo. Ho avuto la fortuna di unirmi a loro su un nuovo progetto quando era ancora in pre-produzione, e quando il team era molto ridotto, quindi ho scritto e sono "owner" di parti molto importanti della nostra tecnologia proprietaria, di cui andiamo molto fieri. Il progetto e' ancora unannounced quindi non posso dire assolutamente nulla, ma attendo impazientemente che venga rivelato. Sono stato assunto come generalist programmer quindi il mio lavoro consiste nel "saltare" da un sistema all'altro, che preferisco rispetto al lavorare per N anni sulla stessa area. Ultimamente ho scritto il renderer del world editor e mi occupo quasi esclusivamente di quello, aggiungendo features ed ottimizzando. Domani chissa'? :)

 

Quali differnze hai trovato tra il modo di lavorare in Italia e all'estero?

Non e' facile paragonare le esperienze, date le dimensioni molto ridotte delle aziende italiane per cui ho lavorato.

 

Se avessi la possibilit‡ di fondare una tua compagnia in Italia o venissi contattato da una nuova e promettente software house Italiana, torneresti a lavorare nel nostro paese?

Il problema dell'Italia e' che il sistema burocratico e' lento e macchinoso, e le tasse da pagare sono tra le piu' alte in Europa. Quindi aprire un azienda li, quando si hanno gia' contatti e una vita all'estero, la considererei una scelta folle. Certo non si sa mai nella vita, ma non mi pare un opzione molto realistica al momento. Tornare in Italia come dipendente? Mai dire mai, ma poco realistica anche questa come opzione. Essendo italiano potrebbe essere comodo sotto tanti aspetti, ma l'offerta italiana di salario e possibilita' di carriera e' troppo inferiore rispetto a quella di nazioni a poche ore di volo di distanza. Per convincermi ci vorrebbe un progetto valido ed un ambiente di lavoro/opportunita' competitivo a livello internazionale. Il tutto dimostrabile con fatti, a parole siamo i migliori al mondo, senza dubbio.

 

Il mercato dei videogame è molto cambiato, agguerrito ma più accessibile.Cosa ti senti di consigliare ai piccoli team Italiani che stanno attualmente proliferando ovunque nel nostro paese?

In questi ultimi anni, grazie alle nuove meccaniche del mercato, spostatosi dal retail al digitale, e grazie alla diffusione di tools di buona qualita' per la realizzazione di videogiochi commerciali senza avere troppe competenze "low-level", sicuramente quella di fare giochi per lavoro sembra un opzione molto piu' accessibile rispetto al passato non troppo lontano. Sicuramente incoraggio i nuovi team a farsi le ossa, tentare, e auguro vivamente di riuscire. Occhio pero' a non farsi abbagliare dalle varie twitter rock star che fanno sembrare il tutto molto piu' "fashion" di quello che sia. Fare giochi per professione, che siano per la propria azienda o per altri, e' un lavoro basato su concetti basilari di business, domanda/offerta del mercato ecc. Ovviamente la passione e' richiesta ed e' quella che fa la differenza parlando di qualita' del lavoro finale, ma fondamentalmente: non e' un gioco, fate un passo alla volta e tanta umilta' (no MMORPGs per favore! :) )

 

Grazie Manuele e speriamo di vederti attivo sulle pagine di GPI!

Campagne crowfunding

Just One Line
Siamo presenti su

     
Copyright ©2016 - Manifesto - Privacy - Termini di Servizio - Community - Collaboratori - Contattaci