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  A Developer Abroad - Luca Marchetti
Pubblicato da Pasquale Sada il 2012-12-05 13:26:46

Developer #2

 

Nome: Luca Marchetti
  

Città di residenza: Guildford, UK

 

Compagnia: SuperMassive
 

 

Ed eccoci al secondo appuntamento con A Developer Abroad  la rubrica che mette sotto i riflettori gli sviluppatori italiani all'estero. E' il turno di Luca Marchetti e della sua Supermassive. 

 

 

GPI: Presentati a GPI, Luca era un ragazzino col sogno di.  . .? 

 

Ero un ragazzino come tanti altri cresciuto all'inizio degli anni 90 tra videogiochi, fumetti e film action. Ho sempre avuto il chiodo fisso per la grafica 3d e ho impostato di conseguenza gli studi, sapendo però che non sarebbe stato facile. Mi sono serviti alcuni anni in giro per l'Italia e in diversi ambiti per farmi un po di esperienza e riuscire ad entrare nella games industry ma ora sono in generale soddisfatto della scelta.

 

GPI: Quale è stata la tua prima esperienza fuori dal paese? 

 

La mia avventura all'estero è iniziata nel settembre 2011 quando ho ottenuto un contratto come Fx artist in Climax (Uk) dove ho passato un anno esatto. Purtroppo non posso parlare del progetto ma è stato un periodo molto istruttivo nel quale ho imparato moltissimo soprattutto riguardo a tecniche per fx e shader real-time in Unreal. Quando prendi parte ad una grossa produzione è incredibile come il bagaglio di esperienza e skill che ti porti appresso e che pensavi fosse di un certo rilievo, risulti invece molto limitato. È quasi come ripartire da zero.

 

GPI: Come descriveresti la tua esperienza di lavoro alla Supermassive? 

 

Attualmente in Supermassive ho la possibilità di dedicarmi di più alla mia vera passione che è l'environment art, anche se mi capita ogni tanto di dare una mano anche negli fx. Riguardo ai progetti non posso dire nulla anche qui per via della policy dello Studio. Posso però dire che è un'ambiente di lavoro fantastico quasi familiare per come è gestito, c'è ottima organizzazione e un grande spirito di team, si è sempre informati di quello che succede e coinvolti in ogni aspetto del progetto. Spero di poterci stare a lungo.

 

GPI: Se avessi la possibilità di fondare una tua compagnia in Italia o venissi contattato da una nuova e promettente software house Italiana, torneresti a lavorare nel nostro paese? 

 

Il tornare a lavorare in Italia ora non lo sto prendendo in considerazione, magari in futuro il richiamo di casa mi farà cambiare idea. Riguardo al fondare una mia compagnia, è un qualcosa che ho fatto nel passato recente e per diversi motivi non è andato a buon fine. Fondare uno Studio indipendente è una cosa esaltante che continua ad attrarmi però ci sono delle condizioni che considero fondamentali da raggiungere per poter anche solo pensare di imbarcarmi di nuovo in qualcosa del genere. Mi riferisco all'acquisire almeno 5/6 anni di esperienza nella game industry di un certo livello e una rete di contatti. Inoltre se decidessi di farlo sceglierei l'Inghilterra dove a mio parere ci sono più possibilità anche se rispetto e ammiro chi lo sta facendo in Italia.

 

GPI: Il mercato dei videogame è molto cambiato, agguerrito ma più accessibile.  Cosa ti senti di consigliare ai piccoli team Italiani che stanno attualmente proliferando ovunque nel nostro paese?  

 

Non credo di essere la persona piu adatta per dare consigli ad un nuovo Studio indipendente in modo oggettivo, comunque ho la mia visione delle cose. Penso bisogna trattare un videogioco come qualsiasi forma di comunicazione, come la parola per esempio. Si parla nel momento in cui si ha qualcosa da dire altrimenti si tace. Intendo dire che è importante sempre sviluppare delle idee delle quali siamo convinti, che consideriamo nostre e che vogliamo comunicare. Se siamo bravi e fortunati magari i giocatori ne percepiranno il valore. Far invece prodotti riempitivi o brutte copie di quelli esistenti può essere remunerativo ma non credo sia un buon investimento a lungo termine.

 

Grazie Luca e speriamo di vederti attivo sulle nostre pagine!

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