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  Punti di Vista degli sviluppatori Italiani #1
Pubblicato da Umberto Di Napoli il 2012-09-16 11:41:08

Eccoci al primo appuntamento con la nuova serie di articoli "Punti di Vista" che, si spera, avrà il compito di rispondere alle domande più frequenti che gli sviluppatori di questo mondo si pongono più spesso o semplicemente di saziare la vostra curiosità. 

L’idea è quella di porre domande sul mestiere a chi è già diventato un professionista aprendo una compagnia e, in questo primo appuntamento, abbiamo posto tre fondamentali domande alle realtà presenti su GPI e non.

Purtroppo il tempismo non è stato uno dei migliori, si sa che ad Agosto è tempo di ferie per  tutti, ma ci hanno risposto calorosamente ed ora non perdo ulteriore tempo e ve li presento:


UNAgames è un studio indie situato a Genova ed il loro obbiettivo è sviluppare per i prodotti della società di Cupertino, Apple, concentrandosi su iPod, iPhone ed iPad. Il loro prodotto pubblicato sull’Apple Store ufficiale si chiama Tapsteroids.


Double Jungle game developers di Padova che puntano su tutte le piattaforme in circolazione. Hanno pubblicato due giochi sull’Apple Store: “A game about colors” (iPhone,iPad) e “Gua-Le-Ni” (iPad).


Camagames è uno studio italiano con diversi titoli alle spalle, che potrete trovare sul loro sito, attivi dal 2007 il loro obbiettivo è quello di sviluppare su Windows, Flash, Java e giochi all’avanguardia con supporti del controllo del movimento.


YA2  è un One Man Team di Torvaianica(Roma) fondato da Flavio Calva, da qualche mese è disponibile la sua creazione “Plith” un clockwork puzzle per Windows, OSX e Linux.


Xplored è uno Studio di Rapallo ed ha alle spalle 15 anni di esperienza nel settore ed in questo tempo ha potuto vivere e sviluppare su molte piattaforme ed è ora considerata uno dei migliori sviluppatori di Casual Games al mondo.

 

Code this lab fondata nel 2009 da due sviluppatori con la passione per i videogiochi situata a Napoli ed i loro prodotti spaziano dai Casual games Flash a più particolari giochi per le piattaforme mobile.


Ma ciance alle bando! Andiamo a vedere cosa abbiamo chiesto:


1) Che percorso consigliereste di intraprendere ad un principiante che volesse entrare nell'industria dello sviluppo di videogiochi?


UNAgames: La prima cosa, che reputo più importante di tutte, è "fare pratica": programmare, modellare, sperimentare...l'importante è fare! E' un settore molto professionale e altrettanto ambito: non mancano i candidati e di conseguenza si preferiscono le persone che possono essere immediatamente produttive. Inoltre oggi, per competere sul mercato, è necessario un livello qualitativo elevatissimo, ma la giusta sensibilità la si ottiene solo dopo numerosi progetti.
Ciò non significa però ignorare la parte "teorica": l'università, se affrontata con il giusto spirito, permette di acquisire degli strumenti ed una mentalità altrimenti difficili da apprendere. In UNAgames c'è una fortissima preparazione "matematica", quindi non posso che consigliare una laurea similare apprezzandone quotidianamente i vantaggi pratici.

Double Jungle: Non mi sento di consigliare nessun percorso in particolare (se si intende un percorso formativo). L'unico suggerimento che mi sento di condividere e' quello di provare a sviluppare un proprio progetto personale (a mio avviso il miglior biglietto da visita). Tra l'altro, se il progetto e' buono, può trovare spazio e mercato sui canali digitali (e dunque diventare, oltre che un investimento "formativo" anche una fonte di incassi).

Camagames: Le industrie videoludiche in Italia purtroppo non danno tante possibilità al riguardo, perché guardano già chi ha studiato nel settore con un buon curriculum. Ma può capitare che presentandosi ad una azienda con un bel gioco già pubblicato forse si potrà attirare qualche azienda che sviluppa triple A e avere uno stage. Ma se non si ha tale requisito di aver fatto scuole e studi specifici come molti di noi bisogna avvalersi delle comunità e dei forum, infatti è grazie ad essi che siamo nati e questo ci fa comprendere che se gli sviluppatori italiani si dessero tutti quanti una mano, risolverebbero subito il problema. Di certo non è un percorso facile partendo da zero ma sicuramente sviluppare un gioco ben realizzato che tira su molti feedback positivi e già un buon curriculum, per potersi presentare ad una azienda videoludica che non sviluppa triple A.

YA2: Essendo un settore in cui viene richiesto di sviluppare qualcosa di tangibile, il modo migliore per farne parte è mostrare di essere in grado di produrre materiale di qualità. Quindi, dopo una necessariaformazione che copra le conoscenze di base, bisognerà attrezzarsi per mostrare concretamente (tramite progetti o prototipi) cosa si sa fare. Il resto del percorso dipende, nel dettaglio, dal proprio contesto (AAA, indie, ...), ma tipicamente bisogna comunque passare per quel primo grande passo che è "sporcarsi le mani".

Xpored: Purtroppo in Italia (a differenza di altri paesi più lungimiranti), non esistono ancora percorsi accademici seri concepiti e realizzati per formare davvero professionisti del settore videogame.
Personalmente consiglio quindi un mix dei seguenti ingredienti:
- Coltivare la propria passione per i videogame, studiando e conoscendo (siti, forum, riviste,...) le logiche delle diverse piattaforme, soprattutto emergenti (mobile/tablet, social);
- Se possibile, proseguire nel percorso formativo accademico che crei una buona base di cultura generale (liceo) e idealmente una formazione universitaria in cui apprendere le basi teoriche della tecnica e soprattutto "imparare ad imparare"; 
- In aggiunta (ideale) o alternativa puntare su una formazione autodidatta "fattiva" cercando di studiare e praticare amatorialmente codice e/o grafica per avvicinarsi alle problematiche concrete del settore anche con piccolissime produzioni da garage studio (tra amici) o one-man-band ;
- Farsi aiutare nella obiettiva valutazione del proprio talento e delle proprie attitudini, per lavorare sui propri punti deboli e investire sui propri punti di forza;
- conoscere e farsi conoscere dalla gente del settore (forum specifici, linkedin, facebook, fiere,...);
- ...evitare corsi di formazione e master a pagamento, propinati da improbabili "professoroni" senza vere produzioni alle spalle
- comprendere ed accettare il fatto che ahimè tutti le aziende, se devono pagare un nuovo stipendio, cercano il classico ossimoro "giovani con esperienza". E' quindi molto importante mettersi in gioco e proporsi per stage, tirocini, periodi di prova, in cui l'obiettivo sia duplice: mostrare le proprie capacità e potenzialità e soprattutto imparare cosa significa fare videogames davvero. Sono un sostenitore accanito della formazione accademica e culturale alla base di ogni buon professionista, ma so anche che spesso "conta più la pratica che la grammatica" e la pratica si impara solo ..."praticando" :D Quindi lavorare in un'azienda di videogames arricchisce molto più di corsi a pagamento ed è bene che i giovani capiscano questa opportunità e non si sentano sfruttati da discorsi e proposte come il concetto qui riportato.
Diversi giovani hanno deciso di mettersi alla prova in Xplored e oggi molti di loro hanno un lavoro, uno stipendio, l'opportunità di sentire il cuore pulsante dell'industry a San Francisco e altre città dove gli eventi del settore hanno sede, e soprattutto vantano un posto di responsabilità e soddisfazione in un'azienda in crescita nello scenario internazionale.

Code this lab: Produrre tanto materiale, demo tecniche, casual games, prototipazione, schizzi, game design  ecc. 

La prima esperienza di lavoro si può realizzare proprio a casa! Questo è uno dei punti di forza del nostro settore.
Un buona università può aiutare ad acquisire un buon metodo di studio utile ad affrontare le varie tematiche del mondo videoludico.
Comprare tanti libri e darci dentro dalla mattina alla sera.
Confrontarsi con altri sviluppatori, partecipare a forum, jam, visitare fiere, conferenze.



2)Per come attualmente si sta muovendo il mercato videoludico, secondo voi ci sarà più possibilità di lavoro nell'industria dei videogiochi triple A o in quella dei giochi casual/social/mobile/web?


UNAgames: Personalmente penso che il mercato AAA tenderà a ridimensionarsi: gli investimenti attuali e i relativi rischi non sono bilanciati opportunamente dal mercato, e lo provano i numerosi fallimenti degli ultimi 2 anni. Dall'altra parte è evidente che i giochi casual hanno ritorni economici proporzionalmente migliori, con rischi molto inferiori. Inoltre la base d'utenza casual è prevista aumentare notevolmente nei prossimi anni, soprattutto grazie al mobile.
Se poi banalmente contiamo che il numero delle produzioni annuali AAA è simile al numero di giochi usciti in 1 solo giorno per iOS, direi che è molto più facile trovare lavoro in un progetto casual!

Double Jungle: A mio avviso ci saranno più possibilità di lavoro nell'industria dei giochi casual/social/mobile/web. Ritengo comunque che l'industria del videogioco AAA non sia destinata a decadere, ma semplicemente e' in corso una mutazione e col tempo troveremo i titoli AAA sulle varie piattaforme digitali. E' anche vero che l'industria del casual/sociali/... gaming sta crescendo e le produzioni col tempo potrebbero diventare, in termini di risorse e costi, pari a quelle degli AAA.

Camagames: Se parliamo di triple A, o abbiamo alle spalle scuole specifiche e titoli di studio o è difficile avere delle opportunità in Italia, se si guarda all’estero già le cose cambiano la burocrazia è diversa e già il mondo videoludico viene riconosciuto meglio. Sicuramente un settore che in Italia si può puntare ora come ora il settore casual/social/mobile e web, che anche all’estero va molto. Infatti grazie a questi che si può avere più possibilità di conoscere aziende del settore e avere opportunità di lavoro.

YA2: Considerando ciò che si legge nelle varie comunità di sviluppatori, mi sembra di percepire una straordinaria e crescente vitalità della seconda categoria.

Xplored: Senza alcun dubbio casual/mobile/social/web!
Vari i motivi:
1. trend in enorme crescita e immense opportunità
2. barriere all'entrata (per aziende e per singoli profesisonisti) molto più basse
3. il concept e la passione che un team giovane mette in prodotti di questo settore contano molto più che nel business AAA dove contano i capitali.
Xplored ha investito ed oggi produce molti game multiplatform proprio casual/mobile/social/web.

Code this lab: Il mercato vira sempre di + verso il mondo social e mobile, il mercato tripla AAA resterà ancora ma gli hardcore gamers sono ormai una nicchia sempre più piccola.



3)Rispetto a 10 anni fa quali sono le nuove opportunità di lavoro nel settore?


UNAgames: Direi molte: banalmente iniziando dai web developer, che con l'avvento dell'HTML5 potranno diventare figure molto ricercate. Poi c'è Unity, strumento che 10 anni fa non esisteva e che oggi è diffusissimo. Rispetto al passato, oggi anche progetti piccoli prevedono l'uso di web service e database, cosa che ha aperto la strada ad amministratori di sistema e programmatori enterprise. Per finire, penso che nei prossimi anni si consoliderà la figura dell'"analista dati": persona in grado di estrarre informazioni statistiche utili a migliorare un videogioco, partendo dai numerosi log che vengono raccolti.

Double Jungle: Sicuramente c'e' molto spazio grazie ai canali di distribuzione digitale. A dirla tutta, guardo con una certa invidia ai "nuovi" developer/team che possono iniziare un proprio progetto e distribuirlo agli utenti senza per forza dover passare per i publisher e gli scaffali dei negozi.
In particolare, se i progetti sono sviluppati con criterio e logicità, possono dare buoni frutti (anche in termini economici) in tempi più brevi rispetto al mercato classico a cui eravamo abituati.

Camagames: 10 anni fa le cose erano molto diverse, basta vedere nell’ambito di costi di produzione PC e Console. Oggi e più facile pubblicare videogiochi in rete rispetto a 10 anni fa, non solo per la tecnologia che avanza ma anche le opportunità hardware che permettono oggi di avere smartphone o tablet con grandi capacità grafiche e di elaborazione. senza poi parlare del html 5 che è proprio una rivoluzione che permette a chiunque di realizzare giochi, sicuramente ora come ora sono le opportunità migliori.

YA2: L'importanza dell'aspetto sociale ha fatto sì che nuovi ruoli relativi alla gestione e al supporto delle comunità siano richiesti.

Xplored: Il videogame (come dico da ...boh? forse più di 12 anni :D ) è uno strumento di "comunicazione interattiva", non è solo puro intrattenimento.
Il mondo è cambiato e le aziende di ogni settore stanno finalmente cominciando a capirlo, per cui stanno iniziando da qualche anno a investire seriamente nei videogame come strumenti di marketing, comunicazione, promozione, dialogo col consumatore.
Il videogame è la base della Comunicazione del futuro... e del presente, per chi lo sa vedere.
E' un'opportunità sufficiente?
Xplored ha sempre creduto in questo business model di comunicazione interattiva per brand e oggi collabora con Ferrero, FIAT, RAI, Mondadori, Mares, e altri marchi extrasettore, oltre a produrre games per publisher come Miniclip, SpilGames, NewGrounds, ...

Code this lab: Raggiungere molti marketplace con poche barriere (ios/android/facebook/pc) può essere un ottimo trampolino di lancio, ma ahimè il botto lo fanno solo in pochissimi.


Con questo ringraziamo le compagnie che hanno partecipato a questo primo appuntamento con il nostro insight che si spera possa diventare periodico. Se desiderate porre altre domande alle compagnie presenti su GPI, fatecele pervenire che le gireremo alla prossima occasione!

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